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Esercizio: a ciascuno il suo!

  • 5 aprile 2019
quale esercizio

Che si tratti di fisioterapia o di fitness, la scelta e quindi la proposta di un esercizio non è cosa semplice, ma è solo il momento finale di un percorso di valutazione.

L’esercizio parte dalla considerazione della persona o del gruppo cui deve essere proposto, e al loro specifico problema da superare e/o l’obiettivo da raggiungere.

Se si ricorre a protocolli o a modelli predefiniti  è solo per un inquadramento generale, ma essi non possono non essere vagliati per giungere ad una imprescindibile personalizzazione.

Lo stesso esercizio può essere fatto con  finalità diverse e ponendo l’accento su diversi  aspetti che ne renderanno unica l’esecuzione: può quindi capitare, e solo per fare un esempio,  che il classico plank proposto nel corso di addominali venga utilizzato per regolare la dinamica di lavoro della spalla.

Ecco quindi che quando si pensa ad un tipo di esercizio si pensa anche a quale strumentazione usare, la posizione in cui si andrà ad eseguire, il tipo di stimolo che si richiederà (concentrico, eccentrico, o isometrico), la velocità dell’esercizio, l’ampiezza del movimento richiesta.

Non solo. L’esercizio deve avere un dosaggio e una progressione, per cui occorre valutare quante ripetizioni dare, con quale resistenza, quante serie, quanto riposo tra una serie e un’altre, la frequenza di allenamento, l’intervallo di riposo tra una sessione e un’altra.

Il tutto dietro anche a pur semplici esercizi.

E’ quindi lusinghiero vedere come alcuni utilizzino a distanza di anni foglietti ingialliti di tuoi esercizi, ma per ottimizzare i risultati sarebbe più utile periodicamente verificare che siano invariate la situazione fisica e le finalità da raggiungere.

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