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Disabile a chi?!

  • 18 luglio 2018
calcio amputati

Le foto e il video che circolano in rete danno sempre molti spunti di riflessione.

Di recente mi ha colpito il video in cui Novak Djokovic, fresco di vittoria a Wimbledon, gioca a tennis in carrozzina con il campione paralimpico Dylan Alcott durante un evento di beneficenza a Melbourne.
Nel vederlo senza grossa attenzione e senza audio ad un certo punto mi è venuto da chiedermi chi tra i due fosse il ‘disabile’.

Disabile.

Se nel tempo si è passati dall’uso del termine ‘handicap’ a quello di ‘disabile’ e poi a ‘persona con disabilità’ non è certo per una questione formale o letterale dettata da mero senso estetico, ma dalla consapevolezza che un termine ha sempre un significato, un senso e delle conseguenze, e in tal senso va utilizzato.

Ecco, il video mi sembra un valido esempio per ricordarsi che ‘dis-abile non vuol dire ‘non abile’.
E per essere abili in una certa attività bisogna esercitarsi ed allenarsi in modo specifico in quella attività.
Se cambio qualche condizione, nel video l’uso libero delle gambe, per certi versi siamo in presenza di una nuova attività, e se anche sono campione rischio di non essere più bravo di chi invece si è specializzato in quella.
Certo qui abbiamo un campione paralimpico, quindi sopra la media, che si muove su una carrozzina decisamente sopra la media rispetto a quelle utilizzate in modo ordinario, e nessuno dubita del fatto che esercitandosi Đoković brillerebbe anche in carrozzina.

Ma è opportuno sottolineare, ricordarsi e non dubitare che anche in presenza di disabilità, con un buon percorso si possono conquistare buone abilità, tanto sportive che nella vita quotidiana, e perché no, anche una dose di buonumore.

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